DNA - Importanza delle caratteristiche genetiche

Intervento del Dottor Flavio Garoia:

La nostra società è caratterizzata da un progressivo fenomeno di invecchiamento, con una prevalenza di malattie croniche e degenerative che determinano un crescente carico di disabilità.
In tempi recenti, dunque, il ruolo della medicina è profondamente cambiato, orientandosi in maniera sempre più decisa verso la prevenzione delle malattie per il mantenimento di uno stato di benessere.
La soluzione, almeno per una parte di questi problemi, può infatti essere garantita da interventi di tipo preventivo che riguardano lo stile di vita, i comportamenti e i fattori di rischio.
E’ noto che le abitudini di vita hanno un effetto determinante sul buon funzionamento dell’organismo e sul benessere dell'individuo. Tra le abitudini di vita, quelle che esercitano il maggiore effetto sono le abitudini alimentari.Una corretta alimentazione infatti fornisce le sostanze che permettono all'organismo di crescere e di funzionare in modo ottimale.
L’assorbimento e l’utilizzo dei nutrienti assunti con l’alimentazione dipende da una complessa serie di vie metaboliche che coinvolgono molteplici proteine, codificate da specifici geni.
Le recenti scoperte inerenti al genoma umano hanno permesso di comprendere le basi che determinano le variazioni individuali nel funzionamento dell’organismo. E’ infatti emerso chiaramente che tutti gli individui sono uguali per il 99,9% del loro patrimonio genetico, mentre lo 0,1% di variabilità determina le differenze fra gli individui. La variabilità genetica fa sì che ogni individuo risponda in maniera diversa agli stimoli ambientali e quindi sia in grado di metabolizzare gli alimenti in maniera diversa.
Le differenze genetiche tra individui sono spesso rappresentate da varianti genetiche puntiformi dette Single Nucleotide Polymorphisms o SNPs; queste variazioni possono determinare modificazioni nella struttura dei geni e delle proteine da loro codificate, che si riflette in una modifica della loro attività.
Alcune varianti genetiche sono correlate all’utilizzo dei nutrienti o appartengono a sistemi metabolici in grado di inattivare sostanze potenzialmente tossiche che possono essere introdotte con gli alimenti stessi. Pertanto la corretta alimentazione, al di là di una serie di regole universalmente valide, è, nello specifico di ogni individuo, il risultato di complesse interazioni tra fattori genetici e fattori dietetici.
Negli ultimi anni, lo studio di queste interazioni ha dato origine ad un nuovo e importante settore della ricerca scientifica, la nutrigenetica. Molta della ricerca in nutrigenetica è indirizzata all’identificazione di varianti genetiche associate alla modificazione di specifiche vie metaboliche che, qualora siano alterate, possono portare allo sviluppo di patologie complesse come, per esempio, il diabete di tipo II, diversi tipi di tumori e le malattie cardiovascolari.
Nella maggior parte dei casi queste patologie non possono essere attribuite in maniera univoca alla presenza di mutazioni specifiche, tuttavia è stato osservato che alcuni polimorfismi risultano associati ad una maggiore o minore predisposizione a svilupparle quando l'organismo è sottoposto a particolari condizioni nutrizionali. L’alterazione di una specifica via metabolica non necessariamente comporta il reale sviluppo della patologia stessa; quando però alla compromissione del metabolismo si associa una alimentazione non adeguata alle esigenze individuali, le probabilità aumentano esponenzialmente a causa della interazione fra questi due fattori.
L’analisi delle caratteristiche genetiche individuali che influenzano il metabolismo degli alimenti è quindi importante per individuare le esigenze nutrizionali individuali. L’eventuale alterazione metabolica può infatti essere compensata modificando il regime alimentare in modo da garantire all’organismo il corretto apporto nutrizionale.
L’identificazione di particolari varianti genetiche non deve pertanto essere interpretato come una diagnosi di malattia, ma come un’utile indicazione che ci consente di intervenire preventivamente sulle abitudini alimentari per correggere eventuali alterazioni metaboliche di origine genetica e mantenere il più a lungo possibile uno stato di buona salute.
Oggi questi strumenti innovativi di prevenzione sono a disposizione di tutti. Grazie a un test semplice e non invasivo disponibile in farmacia, è infatti possibile effettuare l’analisi del proprio profilo genetico.
Il test del genoma è in grado di fornire indicazioni su:

    Metabolismo dei grassi.
    Metabolismo dell’acido folico.
    Metabolismo della Vitamina D.
    Efficienza di detossificazione.

Il test del genoma  rappresenta quindi uno strumento importante per poter scegliere il regime alimentare più adatto in relazione al metabolismo individuale e mantenere il più a lungo possibile uno stato di buona salute.

Ufficio Stampa Kikitei

 

 

 

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